SULPM ROMA

RASSEGNA STAMPA

Domenica 5 Settembre 2004

TRADITI DAL CHIP
Computer palmari: nuovissimi ma inutili
Gli “sparamulte” dei vigili fermi in magazzino: il software non ha le ultime norme del codice

di FABIO ROSSI


Sono seicento, quasi nuovi perché ben poco usati come certi libri scolastici. Sono conservati, spesso alla polvere, in scatoloni nei magazzini dei 19 gruppi della polizia municipale di Roma. Computer palmari, in verità di dimensioni tali da dover esser portati a tracolla, acquistati dal Comune con un bando di gara, scaduto il 30 giugno del 2000, che prevedeva una base d’asta di oltre un milione e mezzo di euro più Iva.
La gara d’appalto era stata avviata con procedura accelerata in vista dell’entrata in vigore, il 1° settembre di quell’anno, del divieto di accesso per le auto non catalizzate all’interno dell’anello ferroviario, limitato ai non residenti. I palmari sarebbero stati utilizzati dai vigili urbani, nel progetto iniziale, per verificare automaticamente i numeri di targa delle auto e velocizzare i tempi lunghi delle procedure cartacee . Un meccanismo che sarebbe stata poi esteso alla ztl, alla fascia verde e a tutti quei provvedimenti mirati per i quali è necessario distinguere le auto autorizzate da quelle abusive .
«E invece li abbiamo usati soltanto per pochi mesi, nel 2003, e per fare le multe per divieto di sosta», dice Gabriele Di Bella, segretario romano del Sulpm, sindacato di categoria dei vigili.
«Inspiegabilmente - sostiene Di Bella - questi palmari sono tornati negli scatoloni, ormai da un anno. Nel Corpo siamo arrivati al paradosso: non si fanno gli investimenti necessari, e i soldi che si spendono fanno questa fine».
Al comando di via della Consolazione, peraltro, la situazione non è ben nota. Al vertice dei pizzardoni romani, al tempo del bando, c’era Sandro Renzi. Oggi nessuno sa esattamente a cosa servano quei palmari, né cosa si debba fare per recuperarli.
«Quello che ci risulta - spiega il vice comandante dei vigili Romano Celli - è che sono stati distribuiti ai vari gruppi, che li hanno utilizzati nella prima fase, in modo sperimentale».
E ora? «Probabilmente - aggiunge Celli - ci sono problemi di adeguamento del software alle nuove norme del Codice della strada, soprattutto per quanto riguarda la patente a punti».
«Ma noi vogliamo risposte precise - prosegue Di Bella - Altrimenti andremo in corteo fino in Campidoglio portando con noi i seicento palmari».