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di FABIO ROSSI
Sono seicento, quasi nuovi perché ben poco usati come certi libri
scolastici. Sono conservati, spesso alla polvere, in scatoloni nei
magazzini dei 19 gruppi della polizia municipale di Roma. Computer
palmari, in verità di dimensioni tali da dover esser portati a
tracolla, acquistati dal Comune con un bando di gara, scaduto il 30
giugno del 2000, che prevedeva una base dasta di oltre un milione e
mezzo di euro più Iva.
La gara dappalto era stata avviata con procedura accelerata in vista
dellentrata in vigore, il 1° settembre di quellanno, del divieto
di accesso per le auto non catalizzate allinterno dellanello
ferroviario, limitato ai non residenti. I palmari sarebbero stati
utilizzati dai vigili urbani, nel progetto iniziale, per verificare
automaticamente i numeri di targa delle auto e velocizzare i tempi
lunghi delle procedure cartacee . Un meccanismo che sarebbe stata
poi esteso alla ztl, alla fascia verde e a tutti quei provvedimenti
mirati per i quali è necessario distinguere le auto autorizzate da
quelle abusive .
«E invece li abbiamo usati soltanto per pochi mesi, nel 2003, e per
fare le multe per divieto di sosta», dice Gabriele Di Bella, segretario
romano del Sulpm,
sindacato di categoria dei vigili.
«Inspiegabilmente - sostiene Di Bella - questi palmari sono tornati
negli scatoloni, ormai da un anno. Nel Corpo siamo arrivati al
paradosso: non si fanno gli investimenti necessari, e i soldi che si
spendono fanno questa fine».
Al comando di via della Consolazione, peraltro, la situazione non è ben
nota. Al vertice dei pizzardoni romani, al tempo del bando,
cera Sandro Renzi. Oggi nessuno sa esattamente a cosa servano quei
palmari, né cosa si debba fare per recuperarli.
«Quello che ci risulta - spiega il vice comandante dei vigili Romano
Celli - è che sono stati distribuiti ai vari gruppi, che li hanno
utilizzati nella prima fase, in modo sperimentale».
E ora? «Probabilmente - aggiunge Celli - ci sono problemi di
adeguamento del software alle nuove norme del Codice della strada,
soprattutto per quanto riguarda la patente a punti».
«Ma noi vogliamo risposte precise - prosegue Di Bella - Altrimenti
andremo in corteo fino in Campidoglio portando con noi i seicento
palmari».
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